Tipsy - Sistema 2 vie reflex da scaffale di buona sensibilità by A. Bellino © 2002 - 2003
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Tipsy, in inglese "brillo, ubriachello", rappresenta una
valida alternativa alle commerciali casse da libreria o scaffale, poiché
possiede caratteristiche sonore e costruttive difficilmente
riscontrabili in diffusori di pari fascia. Innanzitutto una sensibilità
molto elevata in assoluto, circa 92 dB, caso più unico che raro in
piccoli diffusori bookshelf, una progettazione e costruzione rigorosa ma
semplice ed efficace e scelte tecniche collaudate, come il tipo di
carico per le basse e la tipologia di filtro utilizzata.
L'idea di fondo era quella di realizzare un piccolo diffusore che
suonasse forte e bene con ampli di piccola potenza, eliminando il
principale svantaggio dei minidiffusori, i quali troppo spesso, a fronte
di ottime caratteristiche musicali, esibiscono sconfortanti valori di
sensibilità, relegando il loro utilizzo con elettroniche di potenza
considerevole. Inoltre non volevo utilizzare trasduttori ultra
sofisticati o driver a compressione, o vistosi caricamenti a tromba, il
diffusore doveva avere un aspetto classico e rassicurante.
Il risultato è un bookshelf elegante e ben suonante, abbinabile anche
con elettroniche di limitata potenza.
L'impedenza è di 8 ohm nominali e la presenza nel filtro crossover di
celle costruite ad hoc sui trasduttori impiegati, rendono il piccolo
diffusore un carico piuttosto semplice da pilotare. La tenuta in potenza
è di ben 75 W e la frequenza minima riproducibile a -3 dB è di circa
65 Hz con una pressione in SPL di 90 dB a tale frequenza. La gamma di
frequenze correttamente riproducibili si estende da 60 Hz a 22 KHz.
Il mobile è un parallelepipedo realizzato in MDF da 19 mm,
impiallacciato in noce Tanganika scuro, con gli spigoli del baffle
smussati. Il volume netto interno del mobile è di 11 litri.
L'assorbente utilizzato prevede un rivestimento delle pareti con
gommapiuma espansa liscia da 30 mm di spessore e il riempimento di circa
il 70 % del resto del volume con poliuretano bugnato da circa 10-12 mm,
posto in tre strati uno sull'altro. I piedini devono sollevare il
diffusore di almeno 15mm per permettere al condotto reflex di lavorare
al meglio, senza essere troppo "tappato" o troppo distante dal
fondo.
Il tipo di caricamento utilizzato per le basse frequenze è un Bass
Reflex con allineamento "Extended bass". Questa tipologia di
reflex è caratterizzata da una più dolce curvatura della parte
iniziale della risposta e più bassa F a -3 dB. Per contro bisogna
tenere sotto controllo l'escursione massima, più elevata che nei
classici allineamenti di T. S. Il woofer si presta bene a questo tipo di
caricamento, avendo un fattore di merito non bassissimo e una risonanza
piuttosto alta, quindi obbligandoci a farlo lavorare in volumi eccedenti
il VAS ed accordati a frequenze inferiori della risonanza, mediando le
variabili di caricamento e di perdite mediante l'assorbente, al fine di
ottenere una escursione lineare max ad F3, nel caso specifico, minore di
quella consentita dal woofer di circa la metà.
Il condotto reflex è posizionato sul fondo del diffusore e irradia sul
pavimento ( o su ciò su cui appoggiate il diffusore! ), quindi su di un
semispazio, o se volete su 2pigreco steradianti. Questo contribuisce a
raddoppiare l'efficienza del condotto reflex e, quindi, a incrementare
di alcuni dB la campana di emissione del condotto sulle basse frequenze.
Inoltre, si abbassa di qualche Hz anche la frequenza di accordo del
sistema. Di questo effetto, ne giova molto la capacità dinamica del
sistema e anche la pulizia sonora, poiché sapendo che dal condotto
escono anche molte frequenze spurie, esse avendo lunghezze d'onda
limitate, vengono attenuate dal posizionamento del condotto, mentre le
frequenze più basse, avendo maggiore lunghezza d'onda, passano
indisturbate.
Gli altoparlanti utilizzati sono entrambi della Monacor. Il midwoofer,
modello SP-6/100PA è un componente da 6.5" di tipo professionale,
utilizzato in sistemi PA come midrange puro. Il cono è in cellulosa, la
sospensione in tela trattata, la bobina mobile da ben 40 mm avvolta su
supporto non conduttivo in Kapton. La massa è contenuta in circa 11 g e
l'induttanza della bobina abbastanza contenuta, per cui il componente può
lavorare fino a 8 KHz agevolmente. La sensibilità è molto elevata,
circa 94 dB grazie ad un motore enorme e ad un fattore di forza di quasi
10 TxM. Logico quindi aspettarsi una velocità estrema ai transienti e
uno smorzamento adeguato anche in configurazioni reflex poco
controllate.
Il tweeter, modello DT-252 è un componente di gran pregio con la cupola
morbida di seta da 25 mm e la piastra frontale completamente piatta,
libera finalmente da effetti tromba. Il gruppo magnetico è notevole e
la risonanza a 1.5 KHz permette di incrociarlo abbastanza in basso. La
massa mobile è contenuta in 0.24 g e la tenuta in potenza è di 75 W
RMS. La presenza di olio ferrofluido nella bobina scongiura pericoli di
cedimenti per alta temperatura.
Due parole sul filtro crossover utilizzato. Esso, come in ogni altro
diffusore a più di una via è indispensabile e costituisce il
"motore" dell'intero diffusore. Logico, quindi curare la sua
realizzazione sotto ogni aspetto. Partendo dalla filosofia costruttiva,
esso è un secondo ordine per entrambe le sezioni, di tipo L-R. Ho
scelto questa configurazione per numerosi motivi : prima di tutto, è
bene sapere che con i filtri del secondo ordine, è possibile avere i
due rami virtualmente in fase invertendo la polarità di uno di essi,
ossia: sfasando di ulteriori 180° il segnale di un ramo, il segnale già
sfasato di 180° dalla tipologia del filtro, avrebbe uno sfasamento
totale di 360°, quindi di 0°, ovvero in fase.
Poi, bisogna sapere che i filtri di tipo L-R, se correttamente
realizzati hanno una magnitudo di risposta piatta, avendo frequenza di
incrocio a -6 dB. Inoltre sono meno sensibili all'offset degli
altoparlanti, sia verticale che orizzontale. Logico che siano diventati
popolari presso la maggior parte dei costruttori di diffusori, ma, credo
ancora poco utilizzati dagli autocostruttori, il quali preferiscono
utilizzare spesso il Butterworth del primo ordine, molto più sensibile
all'offset degli altoparlanti.
La frequenza di incrocio a 2500 Hz è stata scelta per tre motivi :
rispetta la lunghezza d'onda della distanza dei centri di emissione,
quindi scongiura problemi di dispersioni all'incrocio, poi permette un
lineare incrocio tra i due trasduttori in quanto a questa frequenza essi
hanno all'incirca lo stesso livello di emissione e, infine, permette
alla cosiddetta "gamma telefonica" ( 250 - 2500 Hz, dove
l'orecchio è più sensibile ) di provenire in massima parte da un unico
trasduttore, senza cambi di membrana emissiva.
Nel filtro sono presenti due celle: la prima R-C sul woofer, per
compensare la reattanza della bobina e permettere un incrocio giusto (
il passabasso così vede un carico pressappoco resistivo ), e la seconda
R-L-
C sul tweeter, anch'essa per facilitare il lavoro del passa alto e
ottimizzare l'incrocio, eliminando il picco di impedenza della risonanza
del tweeter, il quale, nel caso specifico del trasduttore utilizzato, è
posto ancora abbastanza vicino alla frequenza di incrocio e quindi
possibile ad introdurre errori ed imperfezioni.
Gli induttori utilizzati possiedono una bassissima resistenza in c.c. (
meno di 0,2 ohm ) e uno scarso irradiamento elettromagnetico grazie ad un
accurato avvolgimento.
Comunque tutto il filtro è stato realizzato su di una basetta di
allumino da 8 mm di spessore (!) posta a massa, in grado di schermare
adeguatamente tutti i componenti. Le connessioni avvengono con cavo
Monacor SPC-15 accuratamente intrecciato per eliminare le componenti di
induzione dispersa proprie di ogni conduttore.
I condensatori e le resistenze sono standard : bipolari quelli in
parallelo, in poliestere quelli in serie, ceramiche da 5W le resistenze.
Il tutto assemblato su di una piccola basetta millefori fissata alla
piastra di alluminio principale.
Alle misure realizzate con la solita CLIO, l'impedenza conferma
l'accordo intorno ai 70 Hz e il semplice carico offerto all'ampli,
l'andamento della fase è regolare, fatta eccezione per una piccola
escursione negativa intorno ai 150 Hz e l'incrocio è esattamente dove
voluto, a 2500 Hz, perciò nessun timore nell'impiego con i vostri
gioiellini valvolari e non. La risposta in ambiente mostra quello che la
simulazione del mio software non poteva e cioè l'incremento della gamma
bassa dovuto al posizionamento del condotto e all'azione dell'ambiente
stesso, con i 50 Hz a livello flat, notevole per le dimensioni della
cassa e ben avvertibile anche a orecchio. Permane una certa enfasi della
gamma media ( il woofer in realtà è quasi un midrange! ) e una estrema
regolarità di risposta nella zona dell'incrocio e in generale dai 1500
Hz in su, grazie soprattutto alla bontà del tweeter utilizzato.