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Trasformatori di uscita con secondario litz
Postato il Saturday, 05 September @ 01:03:50 CEST di admin



Trasformatori uscita speciali teflon - litz
Esempio di realizzazione per finale SE con la 300B al vertice della qualita'.

E' nota l'importanza dei cavi di potenza per un ottimo risultato all'ascolto, questo concetto di qualita' del conduttore, può essere applicato anche all'interno del trasformatore di uscita, vediamo come ciò è possibile su questa pagina:

Nei trasformatori l'avvolgimento secondario e frazionato in matasse, il cui numero e variabile tra una ed oltre 10, sorvolero' sui motivi per i quali i due estremi siano entrambi deleteri per un risultato di qualita', ma do la mia disponibilita' se richiesto a discuterne sul forum.
I secondari sono costituiti da piu matasse ciascuna composta da un certo numero di spire, per realizzare un trasformatore si procede avvolgendo alternativamente una matassa di primario, una di secondario, ancora una di primario e cosi via, ogni volta si taglia il conduttore, per collegare poi le matasse di primario in serie e le matasse di secondario in parallelo.
Collegando le matasse di secondario in parallelo, similmente a quello che accade quando si collegano in parallelo dei generatori, si creano inevitabilmente delle correnti di circolazione tra uno e l'altro, dato che in pratica e impossibile trovare due generatori che abbiano la stessa esatta f.e.m. (forza elettro motrice istantanea dato che si parla di tensioni alternate), inoltre e noto il problema della resistenza non uguale per tutte le matasse, essendo il conduttore delle matasse piu esterne di lunghezza maggiore rispetto a quelle interne, questo porta ovviamente ad una diversa ripartizione della corrente tra le matasse stesse.

Per eliminare questi problemi la soluzione che ho adottato e stata quella di realizzare l'avvolgimento secondario con le matasse collegate in serie, il problema che si e posto e stata la necessita' di saldare piu volte il conduttore per collegarle in serie, questa soluzione e apparsa subito inaccettabile.
Mediante un accorgimento pratico piuttosto semplice da dirsi, ma complicato da mettere in pratica, e stato risolto il problema, in pratica si e creata una matassina ausiliaria della quantita' necessaria di rame per realizzare il secondario, quindi spostandola da un lato all'altro ad ogni sezione, si e evitato il taglio e quindi l'esigenza delle saldature, il risultato e stato un conduttore di secondario unico ed integro, completamente in serie capace di raccogliere ogni informazione proveniente dal primario e trasferirla direttamente ai diffusori.

Ora veniamo al tipo di conduttore usato: poiche con il secondario in serie la sezione doveva essere quella necessaria senza poter ricorrere al parallelo di piu matasse, sorgeva il problema dell'effetto pelle di un conduttore di sezione elevata, in pratica usare un conduttore di grossa sezione non e una buona idea, la soluzione e stata semplice ricorrendo ad un conduttore in litz, cioe formato da molti conduttori elementari smaltati ed isolati tra loro, dato che questa soluzione si prestava ad esagerare, ho usato un cavo litz della qualita' migliore che ho trovato, composto da ben 350 capillari in rame isolati tra loro con doppio smalto, e rivestiti di pura seta naturale, di un colore rosa brillante da far invidia ad un foulard :-).
Rimaneva un particolare del quale si e molto parlato negli ultimi tempi, e piu o meno ha trovato quasi tutti d'accordo: l'importanza dell'isolante, in un trasformatore l'isolante riveste una grandissima importanza in quanto oltre ad isolare le spire di rame che specie tra primario e secondario si trovano a tensioni notevolmente diverse, influisce sulla capacita' parassita del trasformatore sia tra strati di spire, sia tra primario e secondario, inoltre l'isolante se rigido crea delle zone di vuoto nell'avvolgimento, che sono molto nocive, tra l'altro l'avvolgimento diventa soffice ed elastico alla semplice pressione del dito, quando l'isolante non e perfettamente aderente.
Ttutto questo andava assolutamente risolto, e quale materiale meglio del teflon si presta a questo scopo? e estrememente malleabile, ha una costante dielettrica bassissima, e venduto in nastro talmente sottile che aderisce in modo perfetto agli avvolgimenti, conferendogli anzi una ulteriore compattezza, e apprezzato da tutti come materiale isolante dall'ottimo comportamento all'ascolto.

Vediamo le fasi della costruzione:

Siamo quasi all'inizio della lavorazione, la prima matassa e fatta e si procede all'applicazione di alcuni strati di teflon prima di continuare, il conduttore di secondario non viene mai interrotto, notare la matassa sulla sinistra con il conduttore litz necessario al secondario, che verra' spostato smontando e rimontando il tutto alternativamente a destra ed a sinistra. .
Ad ogni strato di spire l'operazione si ripete, abbondante isolamento in teflon per ridurre le capacita' parassite e garantire un isolamento eccezionale.
Ecco un particolare delle spire affiancate, il nuemro di spire e delle sezioni e calcolato anche per riempire esattamente uno strato per ogni sezione di secondario.
La saldatura per collegare in serie le matasse di primario, senza pieghe, si continua la curvatura come se nulla fosse, dopo aver isolato bene la saldatura con un sottile e morbido tubetto di gomma al silicone.
Ecco come si presenta l'ultima matassa di secondario, la foto si puo ingrandire cliccandoci sopra.
La prima fase di lavoro e terminata, ora vanno inseriti i lamierini, il traferro, impregnato il tutto in vernice per rendere il tutto ancora piu compatto, e quindi montate le calotte.
Eccoli completi di lamierini, impregnati di vernice con accanto le calotte che andranno montate.

Alla prossima puntata Alessandro


Si possono richiedere anche su specifiche presso www.autocostruire.com

 
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