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Questo è il prezioso
contributo dell'amico Sergio, una soluzione al tempo stesso Hi-Tec ed Audiophile...
come ottenere il massimo con il minimo, questa la descrizione.
Ciao Alessandro, ti invio lo schema e le foto dell' amplificatore che
hai già ascoltato a Campogalliano in abbinamento con le casse grandi
di Salvatore. Questi c.i. sono a suo tempo stati usati da Jeff Rowland per
un suo ampli mooooolto esoterico !!! La configurazione allora usata era una
configurazione a ponte, dove ogni semionda veniva amplificata da tre c.i.montati
in pseudo-parallelo come da specifiche ufficiali estratte dai data-sheet della
National. In questo caso il circuito è molto più semplice
(ed anche meno performante: 40 W/ 8 ohm invece di 200 W !) ma mantiene a mio
parere, una delicatezza ed una musicalità che parevano impossibili
da raggiungere per una circuitazione utilizzante c.i. monostadio. L' unica
precauzione in caso di carichi difficili (da 4 ohm in giù), è
quella di curare molto lo scambio termico tra i chip ed il telaio circostante.
Nel caso i dissipatori per i due canali siano elettricamente non isolati,
è assolutamente necessario interporre tra i chip e le alette gli appositi
isolatori (di mica o teflon) con pasta siliconica q.b. Il guadagno in tensione
è di circa 18 volte quindi, se uno non necessita della massima potenza,
l' amplificatore può essere direttamente posto all' uscita di un cd
player, utilizzando un potenziometro doppio (o due singoli come ho fatto
io) per l' ingresso del segnale. Il circuito di alimentazione è
anch' esso molto semplice e penso che non ci sia nulla da aggiungere allo
schema. Questo circuito LM3875 è protetto da corto-circuiti e sovraccarichi
ma è necessario fare molto attenzione alla saldatura dei pin in quanto
sono molto vicini e, non essendoci un condensatore di disaccopiamento verso
l' uscita altoparlante, un c.c. dato da una saldatura, potrebbe provocare
l' invio di corrente continua verso le casse, con le ovvie conseguenze.
Cordiali saluti, Sergio
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